Quando si pensa a un’amicizia tra donna e uomo sembra che l’immaginazione vada comunemente al film Harry ti presento Sally (When Harry met Sally, 1989): non c’è articolo sull’argomento che non lo citi, in genere chiedendosi se un simile rapporto sia mai possibile. Si tratta di una domanda che solitamente l’autore dell’articolo prende molto sul serio, e che qualifica con espressioni un poco enfatiche come «eterno dilemma» o «annosa questione».

Sia come sia, anche Walter Scott ha da dire la sua. In primo luogo ebbe in vita numerose amiche, alle quali era legato da corrispondenze epistolari, incontri personali, occasioni di collaborazione letteraria: dalla nobildonna Louisa Stuart alla poetessa e drammaturga scozzese Joanna Baillie, fino alla romanziera irlandese Maria Edgeworth.

Joanna Baillie
Mary Ann Knight, Ritratto di Joanna Baillie (1762-1851), particolare, National Galleries Scotland.

Chi legge Walter Scott sa che nei suoi stessi racconti non mancano personaggi femminili che hanno rapporti di amicizia con uomini. Ma sono le cornici metaletterarie, che racchiudono la narrazione, i luoghi dove si trovano gli incontri più interessanti: si ricorderà per esempio la conversazione di Peter Pattieson, autore fittizio di Old Mortality (1816), con la sua lettrice miss Martha Buskbody.

Oppure il colloquio di Chrystal Croftangry, l’immaginario raccoglitore dei Chronicles of the Canongate (1827), con Katie Fairscribe, la donna che gli racconta la storia di The Surgeon’s Daughter. Qui l’approccio dell’uomo all’amica contiene una riflessione teorica che non ha nulla da invidiare ai testi, o alla cinematografia, più recenti: solo li supera in grazia e leggerezza.

Per sgomberare il campo da possibili equivoci, si chiarisce innanzitutto che Chrystal Croftangry è uno scapolo di mezza età e non ha nessuna intenzione di sposarsi. È lui stesso a introdurre il proprio incontro con la donna:

«Non pretendo di essere indifferente alla compagnia di una donna giovane e graziosa, come vorrebbe chi si augura in simili occasioni di non provare “né felicità né pena”. Al contrario, posso osservarne con innocenza la bellezza, come qualcosa di cui si riconosce e apprezza il valore, senza per questo desiderare, o anche solo sperare, di possederla. Una giovane signora può in questi casi permettesi di conversare con il suo interlocutore senza nessun artificio o affettazione (cosa che le sarebbe impossibile con un giovane spasimante); e si può così mantenere un tipo di amicizia che è caratterizzato da una speciale tenerezza, forse in virtù della differenza di sesso, senza però che tale distinzione vi abbia un interesse diretto».

Immagino che Scott non ritenesse questa amicizia un’esclusiva di vecchi scapoli e ragazze non maritate: contrariamente a Chrystal Croftangry, Sir Walter era infatti un uomo sposato, e le sue amiche erano più vecchie di lui.

Finito di scrivere il 5 luglio 2019, © Simone Signaroli.

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