1. Un uomo innocente?

I film di Alfred Hitchcock si aprono di solito su un uomo che vive una situazione delle più comuni, quasi banale: passeggia in una strada, beve un drink con una donna, viaggia su un treno. Ma all’improvviso quell’uomo è travolto da una serie di eventi non convenzionali, che trasformeranno l’episodio iniziale nell’innesco di paure inattese e pericoli sorprendenti, che l’eroe dovrà affrontare suo malgrado. Lo spettatore avrà allora l’impressione che l’uomo della scena iniziale sia un innocente gettato nella tempesta a sua insaputa, e parteggerà per la sua costanza, ma anche per la sottile ironia con la quale fronteggerà i rovesci della sua fortuna. Ma l’impressione sarà davvero corrispondente alla realtà, quale si rivelerà al termine della vicenda?

Spesso l’eroe di Hitchcock ha il volto e l’abbigliamento di un indecifrabile Cary Grant, e rimarremo sempre nel dubbio che quell’uomo sia innocente o colpevole, pur innegabilmente elegante.

La nostra storia, a differenza di quelle raccontate da Hitchcock, non è intesa a essere angosciosa e appassionante, ma tranquilla e garbata. Confido tuttavia che si risolva in una forma altrettanto ambigua.

2. Un libro raro

Il nostro racconto si apre su un libro. È apparentemente un libro comune, che si trova sullo scaffale di una biblioteca come molti altri. Ha però la particolarità di essere estremamente raro, e perciò stesso ricercato. Ne sono venuto a conoscenza per caso, parlando con uno studioso di storia in un caffè di Breno, a metà di una fresca giornata d’autunno. L’aria era tersa e frizzante, come la si respira nelle Alpi in quella stagione.

Nel 1815, l’anno dell’ultima caduta di Napoleone, prima della prigionia nell’isola lontana di Sant’Elena, fu pubblicato a Londra un libro in tre volumi dal titolo francese: Histoire des conspirations formées contre Napoléon Buonaparte, depuis 1798, jusqu’en 1814, ou Chronique secrète de France et d’Italie depuis la création de la République Cisalpine jusqu’à la chute du tyran corse, publiée par le conseil des conjurés des deux pays; ovvero Storia delle cospirazioni ordite contro Napoleone Buonaparte dal 1798 al 1814, o Cronaca segreta di Francia e Italia dalla nascita della Repubblica Cisalpina alla caduta del tiranno corso, pubblicata dal consiglio dei congiurati di entrambi i paesi.

Bisogna ammettere che una simile presentazione del contenuto offre tutti gli elementi necessari a suscitare una certa curiosità: intrighi e cospirazioni, la vicenda di un uomo controverso quanto straordinario, l’Europa sconvolta dalla rivoluzione e dalle guerre, una storia segreta, un misterioso comitato internazionale di congiurati. Manca solo un’amante perduta.

Potrebbe dunque sembrare strano che un libro simile non abbia avuto successo. In realtà, così mi spiegava lo studioso durante la nostra conversazione, si trattava probabilmente di un’opera riservata a circoli ristretti e selezionati: ambienti governativi e servizi segreti. Erano forse questi, almeno in parte, gli stessi produttori del libro che si nascondevano dietro l’enigmatica espressione del «consiglio dei congiurati» proposta dal frontespizio.

Non posso dire molto di più a proposito del libro, perché devo confessare che non l’ho mai avuto tra le mani. Tutto ciò che ne conosco deriva dal catalogo della British Library, dove si trova una delle poche copie esistenti: una rapida consultazione mi ha permesso di viaggiare senza muovermi da casa, come quando Ludovico Ariosto visitava «il resto de la terra senza mai pagar l’oste», solo leggendo la geografia di Tolomeo; nello stesso modo in cui Robert L. Stevenson percorreva la mappa di un’isola che nessuno ha mai visto.

3. Un lettore ostinato

Quell’opera sulle cospirazioni ordite contro Napoleone è così rara, è stato affermato, «che può considerarsi come un manoscritto», dove ogni copia è un pezzo quasi unico piuttosto che un esemplare fra i tanti di una produzione seriale.

Ne consegue che anche le citazioni dell’opera sono estremamente rarefatte: l’impressione che ne deriva è quella di un libro tanto desiderato quanto poco letto, persino dagli specialisti.

Ma nel 1815, quando fu pubblicato, viveva in Scozia un lettore assai ostinato nella ricerca di libri non comuni, che nel contempo nutriva un vivo interesse per la vicenda di Napoleone. Quel lettore era Walter Scott. Reduce dallo straordinario successo del suo primo romanzo storico, Waverley (1814), forse ancora non sapeva che avrebbe scritto una biografia dell’imperatore dei Francesi, che sarebbe uscita oltre dieci anni più tardi; ma è certo che la Francia rivoluzionaria sta sullo sfondo del suo terzo romanzo, molto più vicino nel tempo, The Antiquary (1816).

E siccome i riferimenti a libri antichi e moderni, comuni e più rari, abbondano nelle pagine delle sue lettere come in quelle dei suoi romanzi, «non sarebbe avventato controllare se nella sua biblioteca possa trovarsi una copia di quella preziosa Storia delle cospirazioni, che pure è assente dalle più grandi biblioteche d’Europa, se si eccettua quella di Londra» pensai.

Così, subito dopo la conversazione nel caffè di Breno, eccomi a interrogare un nuovo catalogo, il secondo del nostro racconto. È il catalogo della biblioteca di Scott, pubblicato qualche tempo dopo la morte del grande romanziere (1838). Non ci delude. Una breve quanto precisa registrazione spiega che, nello scaffale denominato «S» e dedicato alle opere francesi sulla storia e le gesta di Napoleone, il primo palchetto ospita la «Histoire des Conspirations formées contre Napoléon Buonaparte, etc. 3 tom. 8vo. Londres». Anche se il titolo è abbreviato dal compilatore, non c’è dubbio circa la sua identificazione.

Molte domande ci si fanno incontro a questo punto. La prima dev’essere senz’altro: dove si sarà procurato quel libro rarissimo? Non era certo una di quelle pubblicazioni che si trovano in una comune libreria, nemmeno all’epoca di Scott. Avrà fatto valere la propria fama? Avrà sfruttato le sue conoscenze tra i componenti della Camera dei lord a Londra o alla corte del re? E infine: avrà utilizzato le informazioni che sono contenute nel testo, mentre si accingeva a scrivere la sua Vita di Napoleone?

Library_Abbotsford
La biblioteca di Abbotsford in una cartolina d’inizio Novecento.

4. La beffa finale

È un segno della suprema ironia di Walter Scott il fatto che, a dispetto delle nostre domande, la sua copia del libro sia rimasta intonsa fino ad oggi: le pagine immacolate, le parole mute sulla carta ancora vergine.

Consultiamo un ultimo catalogo, il terzo della nostra storia, quello della Advocates Library di Edimburgo. È l’istituzione che conserva oggi la biblioteca di Walter Scott. La scheda dedicata ai tre volumi delle Cospirazioni ci dice che i fogli editoriali, duecento anni dopo la loro pubblicazione, sono ancora chiusi, «all pages uncut».

Era uno di quei libri che escono dalla tipografia con le pagine serrate l’una con l’altra, in attesa che la mano paziente del lettore adoperi una lama affilata per separarle: un’operazione che in questo caso, semplicemente, non avvenne.

Ottenuto uno dei libri più rari della sua collezione, agognato da un’intera comunità di studiosi, Walter Scott non lo aprì mai.

5. Nota bibliografica

Carlo Bazzani è lo studioso che mi ha fatto conoscere l’argomento, il 7 ottobre 2019. Ringrazio Elena dell’ospitalità offerta nel suo caffè di Breno, per la verità non solo in questa occasione.

Il libro al centro del racconto è, come spiegato nel secondo capitolo, Histoire des conspirations formées contre Napoléon Buonaparte, depuis 1798, jusqu’en 1814, ou Chronique secrète de France et d’Italie depuis la création de la République Cisalpine jusqu’à la chute du tyran corse, publiée par le conseil des conjurés des deux pays, Londres 1815. La scheda di catalogo consultata è quella relativa all’esemplare London, British Library, 10659.dd.2, disponibile alla pagina web ‹www.bl.uk›.

Il riferimento a Ludovico Ariosto rimanda alla Satira III, versi 61-66. Quello a Robert L. Stevenson, naturalmente, a Treasure Island, London, Cassell, 1883.

La considerazione sulla rarità del libro, che può quasi ritenersi un manoscritto, è espressa in «Il Risorgimento italiano», 19 (1926), p. 8.

Il titolo completo della Vita di Napoleone di Walter Scott è The Life of Napoleon Buonaparte, Emperor of the French, with a preliminary View of the French Revolution, 9 voll., Edinburgh-London, Cadell and Longman, 1827.

Il catalogo della biblioteca di Walter Scott nella sua tenuta di Abbotsford è Catalogue of the Library at Abbotsford, Edinburgh, Constable, 1838. La presenza del nostro libro è segnalata a p. 325, dove è descritto lo scaffale denominato «Press S. French works on the history and reign of Napoleon. Shelf I».

Non so se questa presenza possa avvalorare l’attribuzione della scrittura delle Conspirations a un ammiratore di Scott, Charles Nodier (1780-1844), che si affaccia per esempio in B. Gainot, La République contre elle-même. Figures et postures de l’opposition à Bonaparte au début du consulat (novembre 1799 – mars 1801), in Da brumaio ai cento giorni. Cultura di governo e dissenso politico nell’Europa di Bonaparte, a cura di A. De Francesco, Milano, Guerini e associati, 2007, pp. 143-55: 148. In questo caso lo stesso Nodier potrebbe essere seriamente sospettato di avere fornito il libro a Scott.

Il catalogo della Advocates Library di Edimburgo è consultabile alla pagina web ‹www.advocates.org.uk›.

Finito di scrivere il 23 ottobre 2019, © Simone Signaroli.

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